Sopravvivere senza respirare… fantascienza oppure una reale possibile medica?

News Alex Vega !
Sopravvivere senza respirare… fantascienza oppure una reale possibile medica?

Sei anni fa il dottor John Khier, dell’Ospedale per i Bambini di Boston, ha iniziato a studiare il modo di utilizzare ossigeno iniettabile in aiuto ai pazienti i cui polmoni siano incapaci o le cui vie aeree siano bloccate. A dargli lo stimolo è stata la morte di una sua giovane paziente. I polmoni della ragazza, affetti da polmonite, non erano riusciti a pompare una sufficiente quantità di ossigeno al cervello e la morte è sopravvenuta per danni cerebrali. In questi giorni la squadra del dottor Khier ha iniettato microcapsule di ossigeno nel sangue, ormai privo di ossigeno, di cavie da laboratorio: il livello di ossigeno è tornato normale in pochi secondi.

«È un sostituto dell’ossigeno a breve termine, un modo per iniettare ossigeno nei pazienti durante pochi minuti critici. Alla fine, potrebbe essere conservato in siringhe presenti in ogni carrello per le emergenze, nelle ambulanze o negli elicotteri del soccorso per aiutare a stabilizzare i pazienti che hanno difficoltà a respirare»
Le microparticelle di ossigeno vengono create utilizzando uno strumento chiamato “sonicator” il quale utilizza le onde sonore per mescolare insieme lipidi (molecole di grasso) e ossigeno gassoso. Questa operazione provoca la formazione di microcapsule di pochi micron di diametro costituite da un nucleo di ossigeno circondato da un guscio lipidico. Le microparticelle sono immerse in un veicolo liquido, in modo da poter essere iniettate nel flusso sanguigno. Essendo le particelle molto piccole, sono in grado di passare anche attraverso i capillari e distribuire l’ossigeno. Se invece l’ossigeno fosse iniettato direttamente nelle vene, questo potrebbe bloccare il flusso sanguigno e causare embolie. Quando la soluzione è stata iniettata in cavie con la trachea occlusa, queste sono rimaste in vita 15 minuti senza fare un solo respiro e regolarizzando il battito cardiaco. Resta inteso che il trattamento verrebbe utilizzato in casi di emergenza, per “far respirare” i pazienti 15-30 minuti nel mentre la chirurgia dovrà fare la sua parte. Khier spera che, un domani, il personale addetto alle emergenze (elicottero, ambulanza, pronto soccorso, terapia intensiva ecc.) possa avere al seguito questa soluzione in modo da dare al paziente la possibilità di arrivare alle strutture fisse e/o di ricevere le adeguate cure.

Il procedimento
Ovviamente non si può bucare un paziente con una “siringata d’aria” perché (come tutti sappiamo) ciò creerebbe un’embolia, causata dalla bolla d’aria che arriverebbe tutta insieme nel cervello, quindi ecco l’illuminazione: mescolare lipidi ed ossigeno sottoponendo il tutto ad un processo di sonicazione.
La piccola dimensione di queste “particelle” create, che misurano circa un micron caduna, riescono a passare agevolmente attraverso i capillari, che trasportandole grazie ad un vettore liquido scelto ad hoc insieme al sangue, ossigenano a dovere il cervello bypassando temporaneamente l’utilizzo dei polmoni.
I test sugli animali hanno già dimostrato che grazie a questo procedimento si può evitare di respirare per quindici minuti, ma pare che nel caso di un essere umano (quindi con un corpo più grande delle cavie) si possa arrivare fino a trenta minuti.
Possibili utilizzi
Partendo dal più classico, ad esempio una persona che si ritrova con la trachea bloccata alla base (quindi difficile effettuare una tracheotomia) si avrebbe il tempo necessario per un’operazione d’urgenza, ma la fantasia ci permette di pensare anche ad utilizzi in ambito sportivo e militare.
Pensando agli sport mi viene in mente il record di apnea, con un’iniezione si potrebbe raggiungere l’assurdo tempo di mezz’ora, o all’alpinismo ove quando si raggiungono vette ragguardevoli il corpo umano necessita di maschera d’ossigeno ed attrezzatura che naturalmente pesando aumenta lo sforzo sostenuto dagli scalatori.
Alzando lo sguardo verso il settore militare potremmo avere dei sub in grado di rimanere sott’acqua per molto tempo senza l’utilizzo di bombole, dando così modo (ad esempio) di assaltare agevolmente una nave in balia di pirati (vedi coste della Somalia).

Fonti:
http://stm.sciencemag.org/content/4/140/140ra88
http://www.medlive.cn/uploadfile/2012/0629/20120629041757584.pdf
http://www.urcaurca.it/microcapsule-di-ossigeno-per-chi-non-riesce-a-respirare.html
http://leganerd.com/2012/07/19/iniezione-di-ossigeno-in-vena/
http://www.childrenshospital.org/newsroom/Site1339/mainpageS1339P892.html
http://www.techwench.com/scientists-invent-oxygen-particle-that-if-injected-allows-you-to-live-without-breathing/

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di dolbyjack

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